Al di là delle mascherine – La comunicazione al tempo del Covid-19

Da un po’ di tempo, a causa della pandemia, nella nostra vita stiamo facendo i conti con parole come distanza, mascherina, guanti; questi, oltre ad essere strumenti per il contenimento del contagio, sono anche dei mezzi che utilizziamo per lanciare messaggi. Come sta cambiando la comunicazione? Come gestire questa barriera?

In questi mesi, ciascuno di noi ha potuto constatare come l’utilizzo della mascherina e dei guanti ed il mantenimento della distanza possano influenzare la comunicazione; esistono però alcune categorie di persone, come quelle con disabilità sensoriale ed intellettiva, per cui l’utilizzo di questi strumenti può essere maggiormente faticoso e rischia di limitare le capacità comunicative e relazionali.

Un anziano, per esempio, può percepire la mascherina come una barriera nella comunicazione: la lettura del labiale, che non è possibile con la mascherina, è in alcuni casi uno strumento potentissimo e può sopperire ad eventuali disturbi uditivi, che spesso l’anziano tende a mascherare. Il distanziamento sociale inoltre può rendere maggiormente faticosa la convivenza con le difficoltà uditive, che vengono amplificate a causa dell’aumento della distanza tra interlocutori. Per gli anziani con demenza la situazione si complica ulteriormente: quando ci sono problemi di comprensione il tono di voce può essere un grande alleato ma le mascherine ovattano in qualche modo il suono che può essere percepito come modificato e meno facilmente identificabile.

Il contatto è inoltre un potentissimo strumento di comunicazione e di relazione ed in alcuni casi può essere un mezzo per esprimere rassicurazione e fiducia, soprattutto nelle persone con demenza: anch’esso in questo momento ci viene limitato. Va inoltre detto che una persona con disturbi cognitivi in molti casi può non aver chiaro le motivazioni di questi cambiamenti nella comunicazione, avere difficoltà nell’utilizzo e nel mantenimento dei dispositivi di protezione, manifestare preoccupazione di fronte ad una persona che indossa la mascherina ed in alcuni casi persino rifiutare o manifestare atteggiamenti oppositivi verso l’aiuto degli operatori o dei familiari che possono essere riconosciuti con maggiore difficoltà quando indossano i dispositivi di protezione; una persona con demenza può inoltre tendere ad avvicinarsi agli sconosciuti o a manifestare atteggiamenti di affetto e ciò, in questo periodo può aumentare i pericoli. Nelle strategie per migliorare la comunicazione con una persona con demenza si è visto quanto la comunicazione non verbale abbia un peso e come queste nuove “regole” complichino la situazione.

La prossimità anche come vicinanza, la bocca ed il sorriso o le strette di mano rappresentano inoltre uno strumento di accoglienza a cui in questo momento dobbiamo rinunciare. Nell’incontro con un professionista sanitario doverne fare a meno può influenzare anche il benessere e la relazione; può capitare che l’anziano sia intimorito nel presentarsi al medico e che la vicinanza ed il tocco possano essere percepiti come mezzi per mettere a proprio agio ed un segno di gradimento mentre un allontanamento può essere facilmente percepito come rifiuto. L’utilizzo dei dispositivi e della distanza, la rinuncia al labiale ed a strumenti di comunicazione non verbale, come ad esempio il sorriso, possono influenzare anche la parte clinica, laddove per esempio ci si debba trovare ad avere a che fare con una persona con demenza grave, in cui il tocco può rappresentare uno stimolo, o anche nelle valutazioni neuropsicologiche, dove non si possono non considerare i disturbi uditivi ed il peggioramento della comunicazione dovuto alla distanza.

L’operatore di cura è quindi stato costretto ad adattarsi a queste nuove modalità ed è tuttora chiamato a modificarsi, agire con flessibilità, affinare il proprio giudizio clinico e trovare nuove strategie di comunicazione e di identificazione dei messaggi mantenendo la distanza fisica e sociale con il volto coperto dalla mascherina senza dimenticare mai l’importanza della comunicazione e della relazione.

Dott.ssa Flaminia Camilli